NEWS

31.07.2014

Lettera aperta di Dino Chiesa

Riportiamo le considerazioni di Dino Chiesa sulle caratteristiche dei nuovi motori KF di omologa 2016.
Condividiamo le preoccupazioni di Dino e non possiamo che essere daccordo su questa sua lucida disanima.


"Lettera aperta di Dino Chiesa
L’esperto team manager e talent scout italiano, con oltre 30 anni di esperienza nel karting, indirizza alla CIK-FIA, ai colleghi e ai fan del karting in generale una lettera contenente le proprie riflessioni in merito alla strada che la Federazione sta intraprendendo per modificare il regolamento relativo ai motori che verranno omologati nel 2016


Cari Appassionati,
 
detto che la CIK-FIA sta lavorando al regolamento che darà forma ai motori dell’omologa 2016-2018 e che al momento le caratteristiche delle linee guida regolamentari generali sono le seguenti:
- abolizione dell’uso della frizione centrifuga
- abolizione dell’uso dell’avviamento elettrico
- utilizzo di una valvola di scarico “semplificata”
- utilizzo di una valvola di decompressione che permetta di avviare il kart a spinta senza doverlo sollevare
- in  via di definizione l’utilizzo o meno di carburatori “a vaschetta” piuttosto che “a membrana”



Premesso che obiettivi della CIK-FIA stessa, mediante la nuova omologa, sono:

  • accrescere la sicurezza
  • semplificazione generale del kart
  • riduzione dei costi (di acquisto e di gestione)
  • riuscire a far attecchire a livello nazionale le nuove categorie
  • accrescere le performance per attirare un maggior numero di appassionati
     
Credo siano necessarie alcune riflessioni, punto per punto, sulle scelte che la Federazione sta valutando di prendere.


Sicurezza
Dire no all’uso della frizione è prima di tutto un passo indietro a livello di sicurezza. Già nello start in pregriglia, prima del giro di lancio, si tornerebbe ad avere una confusione incredibile nel caso in cui un kart non parta, con presenza di meccanici che vorranno intervenire in caso di malfunzionamento (essendo lì a contatto con kart e pilota, visto che devono spingere). Inoltre, in questo caso, si ostacolerebbe il pilota a seguire, penalizzandolo ingiustamente. Senza contare poi la partenza vera e propria: nell’evenienza di contatto ed eventuale testacoda con spegnimento del motore alla prima curva, ci si ferma e addio gara. Sarà un susseguirsi di bandiere gialle, rosse o di regime di slow. Facile pensare come tutti questi problemi possano amplificarsi in caso di pioggia.
 
 
Semplificazione mezzo
Carburatore a vaschetta
Con l’eventuale introduzione del carburatore a vaschetta la vita del kartista non si semplifica, si complica! Gli accessori a corredo di questi carburatori sono numerosissimi e tutti da acquistare extra: spilli, getti polverizzatore... Si arriva anche a spendere 3-400 euro l'anno di accessori e manutenzione contro i 20 euro attuali del carburatore a membrana (il costo di un kit membrane da moltiplicare per 3/4 revisioni annue). Si dice, poi, che per trovare un buon carburatore a membrana se ne debbano comprare prima 3 o 4 da provare e selezionare al fine di individuare il più prestazionale. Beh, se è vero per i carburatori a membrana, la situazione non cambia anche per quelli a vaschetta: la KZ insegna.


Valvola di scarico
Negli attuali motori KF si è discusso e litigato tantissimo in merito alla valvola di scarico. Perché è sempre stata fonte di problemi meccanici. Ora che c’è la possibilità di ridefinire un nuovo motore, la scelta pare sia quella di mantenere la valvola di scarico. Perché? Per lasciare una fonte di problemi? Per di più sarà a disegno unico, ma di produzione indipendente. Conoscendo il motorsport non faccio fatica a immaginare che sicuramente qualcuno troverà una sfumatura nella realizzazione che farà la differenza e questo comprometterà la parità delle prestazioni. Quindi, se l'obiettivo era semplificare, lasciando un accessorio potenzialmente eliminabile non si semplifica, anzi…



Motorino avviamento e frizione
L’eliminazione di motorino d’avviamento e frizione non solo incide negativamente sulla sicurezza, ma non è una soluzione positiva ai fini della semplificazione del kart. Oggi motorino d'avviamento e frizione hanno raggiunto una buona affidabilità e durata. Ma i vantaggi non sono solo questi:  in caso di grippaggio o rottura aumentano le possibilità di fare (scontata la rottura catena) ulteriori danni al kart che diventa ingovernabile, cosa che ora con la frizione non accade. Il motore stesso, poi, senza frizione rischia in generale di subire molti più danni in caso di grippaggio.



Riduzione costi
Con le modifiche che pare verranno introdotte, la riduzione costi tenderebbe a zero. Infatti, togliendo gli accessori di cui sopra, i costruttori non risparmiano grandi cifre. In compenso per realizzare un motore nuovo le case dovranno rifare  progetti, stampi ecc. ecc. Tutti costi che andranno inevitabilmente a ricadere sul consumatore finale.


Se si passa all’utilizzo del carburatore a vaschetta, sarà necessaria la presenza in pista di un tecnico carburatorista. Sappiamo benissimo che uno dei principali costi del karting è proprio quello del personale da andare a sommare a quello delle relative trasferte, vitto e alloggio, ecc. ecc. Aggiungere un tecnico specializzato relativamente al carburatore oltre al già indispensabile meccanico, non è assolutamente utile alla riduzione costi.

Inoltre anche i commissari di percorso dovranno aumentare di numero: considerato che i kart non ripartono, alla prima curva dovranno esserci più commissari per sgomberare la pista in caso di incidenti e stop.

Aumentare, infine, il regime dagli attuali 15.000 giri a 16.000, non migliorerà certo l’affidabilità dei motori. Cosa che significa revisioni più frequenti e conseguente innalzamento dei costi.
 
 
Performance
Allo stato attuale delle cose, sappiamo che i nuovi motori avrebbero le stesse prestazioni degli attuali KF, ma con un regime di rotazione massimo elevato di 1.000 giri. Domanda: non potevamo semplicemente spostare il limitatore più in alto di 1.000 giri negli attuali KF?
Non solo: bisogna anche ricordare che a tutto il mondo il motore KF non piace per la “non potenza”. E la soluzione qual è? Fare un motore del tutto simile per quanto riguarda le prestazioni?
 
 
Nazionalizzare
Con i nuovi motori credo che l’obiettivo, per diventare appetibili anche a livello nazionale e non solo nelle gare internazionali (in questo tipo di gare si correrebbe in ogni caso), sia quello di andare a raccogliere l’interesse dei piloti dei monomarca. Il problema è che ora bisognerà convincerli prima di tutto che spingere, per avviare il proprio kart, sia meglio di premere un pulsante.
Continuando il confronto con i più popolari monomarca, il nuovo motore avrà sostanzialmente le stesse performance dell’attuale KF, quando sappiamo come il KF abbia sofferto proprio di performance scarse. Inoltre, sicuramente il nuovo motore avrà una durata inferiore a quello di un monomarca e, per contro, come in ogni categoria del motorsport nella quale c’è libera concorrenza, avremo continui sviluppi del materiale di gara in gara, con conseguente incremento dei costi. Quindi perché un pilota di un monomarca “tutelato a livello regolamentare” e garantito a livello di comfort (vedi avviamento elettrico) a parità sostanziale di prestazioni dovrebbe approdare alla nuova categoria?

A tutte queste riflessioni ne dobbiamo aggiungere un altro paio. La prima: se pensiamo al karting nazionale, dove spesso chi va in pista lo fa con l’aiuto del padre, con i nuovi motori sarà probabilmente da mettere in conto un ulteriore meccanico, da aggiungere alla coppia, che possa intervenire a spingere più volte al giorno, anche in una normale giornata di prove libere, il kart per partire. Ma non solo: ogni volta, poi, che il kart si dovesse fermare in pista per un testacoda o altro, il padre o il meccanico dovrebbe raggiungerlo lungo la pista per spingerlo anche in quel caso.
 
La seconda: numeri alla mano, le uniche categorie nazionali che funzionano e si sviluppano sono le KZ. Partendo da questo dato di fatto, per revitalizzare il karting nazionale credo si debba andare ad alimentare quel bacino creando una KZ3, ovvero una categoria con il cambio “Junior”.
 
 
In definitiva penso che le strade percorribili per ridare vita al karting in generale siano le seguenti:
avviare una classe KZ-Junior internazionale da affiancare a KZ2 e KZ1 per favorire la creazione di un serbatoio piloti che possano correre in una categoria facile da gestire a livello nazionale e semplice da sviluppare da parte dei costruttori (perché si tratterebbe solamente di depotenziare i motori attuali) e, di conseguenza, di eliminare le categorie KF.
Oppure si potrebbe lasciare invariata l’attuale categoria KFJ. Si potrebbe, però, sviluppare un nuovo KF davvero più performante, obiettivo raggiungibile solo con aumento di cilindrata. Per regalare un’esperienza di guida e una performance nettamente superiore agli attuali monomarcia/monomarca creando così una valvola di sfogo e di uscita per i piloti che vogliono di più.


È la seconda volta, in oltre 30 anni di carriera, che mi sento in dovere di scrivere una lettera aperta (come in occasione del mondiale 2012 e del relativo regolamento) a tutti i fan e gli operatori del settore karting. Lo faccio non con tono polemico o con l’intento di criticare, ma con l’unico obiettivo di riflettere e far riflettere su alcune scelte. Ora che siamo ancora in tempo per non sbagliare strada.
 
In fede,

Dino Chiesa"